'Storia in pubblico': ciclo sulla mostra '1948 Italia al bivio

Mostra prorogata fino al 27 aprile 2019

Biblioteca civica d'arte Luigi Poletti e Archivio Storico del Comune di Modena

 

sabato 26 gennaio 2019, ore 17

Palazzo dei Musei, Sala Ex Oratorio

Manifesti e dintorni: mobilitazione e rivoluzione dal '48 al '68 in Italia

Intervengono Chiara Ottaviano e William Gambetta

 

Conferenza realizzata nell'ambito del ciclo di iniziative “Storia in pubblico”, volte ad approfondire la mostra "1948 Italia al bivio. Verità e menzogne di una Repubblica inquieta", in corso presso la Biblioteca Poletti e l'Archivio Storico Comunale Mostra prorogata fino al 27 aprile 2019

Per l'occasione apertura straordinaria della mostra dalle ore 15.00 alle 19.00.

 

La comunicazione politica, che un tempo si chiamava propaganda ed era confinata soprattutto ai periodi della campagna elettorale, sembra oggi essere l’attività principale del “fare politica”, con tutti i mezzi e in ogni periodo dell’anno e della giornata. Ma come si è arrivati a questo? Quali le continuità e quali i momenti di più forte discontinuità nella storia italiana? Da quando la comunicazione politica ha assunto un peso così rilevante? Nonostante l’enorme dispiego di energie nell’utilizzo di mezzi e di tecniche al fine di influire sull’opinione pubblica, orientare le scelte, convincere e avere il consenso più ampio possibile, perché la parola “propaganda” viene in genere utilizzata solo in senso negativo e dispregiativo?

Ne discuteranno Chiara Ottaviano e William Gambetta a partire da due anni cruciali, il 1948 e il 1968, che segnano simbolicamente forti cesure nel passato della Repubblica.

Quella conclusasi con le votazioni del 18 aprile del 1948, che vide il trionfo della Democrazia Cristiana contro la coalizione dei partiti della sinistra, fu una campagna combattuta con modalità propagandistiche all’americana, facendo ricorso a tutti i mezzi di comunicazione disponibili all’epoca. Difficile per questo definirla premoderna, anche se l’impiego della televisione era di là da venire.

Con le mobilitazioni giovanili del 1968 il manifesto conobbe una vera e propria rinascita. La necessità di mettere in discussione l’ideologia dominante spinse i movimenti a sperimentare nuovi linguaggi, anche sulla base di stimoli e impulsi provenienti da altri paesi, come la Francia, gli Stati Uniti d’America ma anche Cuba e la Cina maoista. Queste sperimentazioni si intrecciarono presto a cliché più consueti, recuperati dall’iconografia tradizionale del movimento operaio, ma soprattutto promossero un immaginario politico radicalmente diverso da quello precedente, segnando per oltre un decennio lo scenario italiano.

A partire dagli anni ’80, quelli etichettati come “del riflusso”, lo scenario cambia radicalmente: la comunicazione elettorale e politica sarà sempre più affidata alle agenzie di pubblicità esterne ai partiti e la televisione avrà un ruolo centrale che manterrà fino all’affermarsi di internet e dei social. Internet ha poi mantenuto le promesse di maggiore democrazia e partecipazione o piuttosto è diventata un’altra potente arma di propaganda e manipolazione dell’informazione, ovvero una minaccia alla democrazia?

 

Chiara Ottaviano

Dirige Cliomedia Officina, la società pioniera in Italia nel campo della public history fondata a Torino alla metà degli anni Ottanta. E’ nel Direttivo dell’Associazione italiana di Public History di cui è socia fondatrice. Ha insegnato al Politecnico di Torino e all’Università di Torino e del Piemonte orientale storia e sociologia della comunicazione di massa. E’ stata condirettore della collana Mediamorfosi di Utet Libreria- Telecom Italia. Fa parte della direzione della rivista “Memoria e ricerca”. Ha diretto e coordinato équipe di studiosi e di professionisti per vari e originali progetti, fra cui la ricerca per la Fondazione Gramsci di Torino che ha avuto per esito la pubblicazione del volume La politica sui muri. I manifesti politici dell’Italia repubblicana, a cura di C. Ottaviano e P. Soddu, Torino, 2000. Sul tema della comunicazione politica ha pubblicato altri saggi negli anni successivi e nel maggio 2018 è stata invitata come relatrice nel seminario della Freie Universität Berlin dedicato ai “Linguaggi della politica italiana nel Novecento”.

 

William Gambetta

Dottore di ricerca in Storia presso l’Università di Parma e in Scienze umane presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, è ricercatore del Centro Studi “Movimenti” e docente di Materie letterarie presso il Convitto Maria Luigia di Parma. Si occupa di storia dei partiti e dei movimenti politici e sociali in Italia, con particolare attenzione agli anni sessanta e settanta. Tra le sue pubblicazioni Democrazia proletaria. La nuova sinistra tra piazze e palazzi (Punto rosso, 2010), I muri del lungo ’68. Manifesti e comunicazione politica in Italia (DeriveApprodi, 2014), Massimo Gorla. Una vita nella sinistra rivoluzionaria (con F. Billi, CDP, 2016) e il più recente Il Sessantotto lungo la via Emilia (con A. Molinari e F. Morgagni, Bradypus 2018). Per la rivista di storia della conflittualità sociale “Zapruder” ha curato alcuni numeri monografici, tra i quali Muro contro muro, dedicato a Grafica e comunicazione nei manifesti politici (n. 17, 2008).

 

Info

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Ingresso libero fino ad esaurimento posti