1871 – 2021 il Museo ha 150 anni!

Si celebra quest'anno l'anniversario per i 150 anni del Museo Civico di Modena

Unitario, civico, aperto, espanso: un museo della comunità per la città di Modena.
È come un ritorno al futuro l'appuntamento dell'istituto culturale con il 150° anno dalla fondazione avvenuta nel 1871 ad opera del primo direttore Carlo Boni. All'insegna dei valori fondativi, si ritorna al nome delle origini: i Musei civici di Modena, dal 1962 divisi in Museo d’Arte e Archeologico Etnologico, tornano a essere Museo Civico, con un nome al singolare che rinnova la promessa di essere al servizio della comunità, di crescere e trasformarsi insieme ad essa, accogliendone le istanze e i contributi.

Su questo nome nasce un nuovo sistema di identità visiva con un nuovo logo, curato da Chiara Neviani (studioarighe.it), frutto di un processo di elaborazione interno allo staff del museo, guidato dall'esperta di comunicazione Sarah Dominique Orlandi, sul tema dell’identità profonda dell’Istituto culturale e di come voglia aprirsi al pubblico tra ascolto e accoglienza, a partire dalla sua natura civica pubblica e proponendosi come unitario: un museo dei cittadini, un museo per la città.  

Nelle sale chiuse, in attesa della riapertura decretata dalle normative sanitarie, è in corso un intervento di restyling sugli itinerari espositivi che mira a facilitare la fruizione delle sale e la comprensione delle raccolte d’archeologia, etnologia e d’arte e artigianato facendo dialogare l’allestimento ottocentesco con elementi contemporanei. Si rinnovano percorsi interni e segnaletica, nomi delle sale e apparati didascalici, spazi di accoglienza e quelli destinati a illustrare la storia del museo. Una nuova campagna in città veicolerà la nuova immagine del Museo evidenziando anche le sue articolazioni territoriali: Terramara di Montale, Novi Ark, Sito Unesco, Chiese Comunali. 

Fondamentale per la nuova identità visiva è l’uso delle immagini. Giocando su un’ampia selezione di oggetti e dettagli curiosi, le raccolte del Museo sono presentate con sguardi inconsueti. Attraverso accostamenti inusuali sono gli oggetti che, messi in relazione tra loro, creano connessioni e storie inaspettate. Il museo diventa così “un luogo sempre nuovo”, che si trasforma e trasforma, creando nuovi significati. Luce, colore e immaginazione sono le linee guida della nuova campagna fotografica realizzata dal fotografo Paolo Terzi.